11/01/2008
Capitolo 2
“Cacca dimmer...” - Una voce giunse dai lontani roveti di ortiche trapanando l’ aria.
“Chi cazzo dice parolacce in questo luogo sacro?” -(per la paladina Rhonda qualsiasi luogo che andasse al di là del peggio bordello della città era sacro) disse Rhonda avvicinandosi al cespuglio ed infilandovi la forzuta mano.
Ciò che tirò fuori fu un groviglio di spine montato su vesti rosse, che sorrise debolmente nel momento in cui allentò la stretta, sussurrando “...merda...”. Rhonda rafforzò la stretta, mentre due occhi grigio topo tendevano minacciosamente verso l’ esterno, e un volto scarno di mago diventava sempre più paonazzo e gonfio.
“Lascialo stare, Rhonda!!!” - disse con senso della giustizia il ranger Kairon - “Già...” -belò Omen- “...non vedi che è un ventiduesimo livello?!”
Con un grugnito, Rhonda mollò la presa, che si ravviò il colletto della veste ed esplose in un rutto liberatorio. Il ladro-mago applaudì ammirato.
“Grazie, grazie...”- fece con falsa modestia il nuovo arrivato - “...e scusate il turpiloquio, ma il mio bastone +3 è un tipo volgare...”
“Vuoi dire che cacca dimmerda è una formula magica?” - chiese incredula la chierica.
“Sì, più o meno significa “accenditi, stronzo”...Sapete, per restare in tema...”
“Avrei preferito “Sim sala bim”...” -concluse sardonico il nano, voltandosi dall’ altra parte e rassettando l’ ascia come si farebbe per un cuscino di piume.
“E più o meno tu chi saresti?” - chiese il mago-ladro, con fare sospettoso.
“Io sono Aragon, il prediletto dal Master. Non vi ha parlato di me?”
Tutti sbiancarono in volto (persino Komias, nel sonno) e si guardarono l’ un l’ altro reciprocamente dandosi degli stronzi, per aver ruttato in faccia a colui che più tardi avrebbe fatto il mazzo a tutta la compagnia...
Quando tutti si furono ristabiliti psicologicamente, Rhonda era ancora immobile dove l’ avevano lasciata, preda di una forte e invincibile crisi mistica meglio conosciuta come “crisi del senza-dio”: di colpo tutti i suoi credo erano svaniti nel nulla o meglio,nel giro di poche battute scambiate con ciò che avevano preso per una vile scoreggia...Davvero colui che chiamavano “Dio” era così imbecille da divertirsi coi quiz a premi?!
Quando il chierico-ranger si fu avvicinato alla corpulenta guerriera per darle conforto morale, e ne ebbe ricavato solo un braccio rotto e un occhio nero, Rhonda stessa decise che era giunto il momento di reagire e di non abbandonarsi alle crisi mistico-religiose: c’erano orde di selvagge creature da macellar...ehm...convertire, là fuori!!! Ripresasi Omen tra i consueti appoggi, la paladina si accinse ad iniziare quella che sarebbe stata la sua nuova missione: ritrovare la fede nel dio Master.

19:23
Scritto da: talysla
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08/01/2008
Capitolo 1
I .
Gli uccellini cantavano beati e beoti quando i sei prodi avventurieri aprirono gli occhi, attratti da un suono roboante e maestoso che aleggiava nell’ aria...
“Ragnar! Ancora tu!!!” -disse con aria disgustata quello che sembrava essere un ranger- “Devi piantarla con queste scoregge di prima mattina!...Svegli sempre tutti col cuore in gola!”
L’ accusato sgusciò agilmente dal sacco a pelo, e si stiracchiò all’ aria fresca del mezzogiorno inoltrato, dissimulando come potrebbe fare un gatto a cui scappa la preda.
“Non sono stato io...” -miagolò con voce impastata dal sonno e dalla birra della sera prima.
Di nuovo il rumore rombante martellò l’ aria.
“Visto che io non centravo?!” - si difese il mago-ladro.
Svegliatevi, dunque, miei eletti!!!
La voce roboante continuò il suo discorso, incurante delle espressioni attonite dei prodi avventurieri.
E’ la vostra fonte che vi parla!
“Cos’ è, è già pronta la colazione?” -fece il nano Komias in un onirico spasmo di fame.
Oggi avrà inizio la vostra Campagna Eroica, in cui incontrerete ogni sorta di pericoli, ogni sorta di nemici, ogni sorta di schifezze che attenteranno alle vostre vite...”
“Lo sapevo, dovevamo restare a casa...Rhondaaaahhh!!!...Riportami a casaaaahhh!” -piagnucolò quello che tutti chiamavano “mago” ma che nessuno aveva il coraggio di toccare per non rompere (come per un Capodimonte n.d.r.).
“Omen, chiuditi il culo!”- rispose la donna chiamata Rhonda, con paladinico savoir-faire...
Chi di voi fa il chierico, dunque?
“Io...” - disse con voce tremula il chierico-ranger - “...ma metà e metà...” - concluse poi.
“Anch’ io sono una chierica.” - disse con voce flautata Chelsea, l’unica donna (escludendo la particolare paladina) del gruppo.
Bene, figlioli...Sapete chi sono io?
I prodi si guardarono l’un l’ altro con un che di interrogativo.
“Eh...veramente...no, non credo proprio di conoscerla...” -disse imbarazzato il chierico-ranger.
“Boh?!” - il mago-ladro espresse la sua curiosità, precedendo un rutto.
Ahr, ahr, ahr... - ridacchiò la voce tonante - ...Avrete tre possibilità per scoprirlo...
“Tre possibilità?!...Che cacchio stiamo facendo?! Un gioco a quiz?!” - esplose il ranger, perdendo la pazienza.
Davvero non riuscite ad immaginare la mia identità?- continuava la voce, imperterrita.
Io sono...l’ onnipotente, l’onnipresente,l’ onnisciente...
“Ho capito! E’ Mike Bongiorno!!!” - la voce proveniente dal fondo si udì netta e chiara, e questa volta parve essere stata udita anche dalla voce misteriosa, che cambiò argomento.
Allora...dicevamo: per voi chierici il vostro simbolo in questa avventura sarà un cucchiaio.
“Visto che la colazione è pronta davvero?” - disse il nano Komias, dal profondo del sonno.
“Che merda di simbolo...” -si lamentò la paladina Rhonda.
Ognuno ha ciò che si merita, peccatrice!
La paladina rimase un po’ stordita dalle parole della voce: peccatrice?! Poi, illuminatasi del senno di poi, si guardò il mago chiamato Omen che teneva tra le tette, e scoppiò a ridere.
“Ah, ah, ah!!! Ma noi non stiamo peccando, anzi: è l’unico modo che ho per trasportare il mio pupillo, Omen, senza che si faccia male, e soprattutto senza che scappi a casa...”
La voce tacque per una frazione di secondo, forse presa da un attimo di esitazione per la scelta che aveva fatto.
Miei giovani eletti, è dunque ora che io vi lasci al vostro destino...Ma prima lasciate che vi esprima la mia gratitudine con qualche piccolo dono...
Con voi avrete il mio pupillo Aragon, e poi vi affiancheranno altri venti chierici del bene...
“Ma di chierici del bene ne abbiamo già un fottìo!!!” - esclamò il mago-ladro con tono lamentoso.
Un fottìo di fulmini si avventò sul povero elfo, e tutti (tranne il nano Komias, che dormiva) rimasero impietriti a guardarlo bruciacchiare nel giro di pochi secondi.
Poi tutto si fece calmo, e Omen potè uscire dai cespugli in cui aveva trovato riparo.

17:45
Scritto da: talysla
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Benvenuti
Benvenuti in "Sei spade per un coboldo", baldi avventurieri della rete. ^_^'
Ho scritto questa porcheria durante il periodo più intenso del mio roleplaying.
Pare faccia morire dal ridere.
Astenersi malati di cuore, portatori sani di buongusto e persone educate.
A presto.
Tal.
17:37
Scritto da: talysla
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